English
Paolo Zelati

Recensioni

THE DESCENT

Recensione pubblicata su Horror Mania dell'Ottobre 2005

Che bello quando un vero appassionato di cinema dell’orrore decide di realizzare un horror! Ancora più bello è il fatto che l’appassionato in questione abbia talento da vendere e una fervida immaginazione cinefila. Stiamo parlando del trentacinquenne inglese Neil Marshall, balzato agli onori della cronaca specializzata nel 2002 grazie al suo primo lungometraggio intitolato Dog Soldiers, una divertente storia di lupi mannari nella quale un gruppo di soldati si ritrova nel mezzo di una foresta scozzese asserragliato da famelici licantropi. The Descent sposta l’azione dal bosco all’interno di una grotta e i protagonisti passano da un cast all-men ad uno completamente femminile, ma la vera differenza rispetto a Dog Soldiers (oltre al budget superiore) è la totale assenza di ironia: The Descent fa paura, direttamente e senza compromessi metacinematografici.

La storia inizia mostrando tre amiche, Sarah, Juno e Beth, alla fine di una giornata di rafting; durante il viaggio di ritorno Sarah rimane vittima di un pauroso incidente stradale (splendidamente girato da Marshall) nel quale muoiono il marito e la figlia piccola della ragazza. Un anno più tardi Sarah, guarita dalle ferite ma psicologicamente sofferente, si reca sui monti Appalachian in compagnia di 6 amiche con lo scopo di esplorare una grotta. Una volta iniziata la spedizione si scopre che Juno ha portato le amiche in una grotta ancora inesplorata per alimentare il gusto dell’avventura; sfortunatamente i cunicoli cedono e le 7 ragazze si ritrovano imprigionate nel sottosuolo in compagnia di strane creature antropomorfe (molto godibile e realistico lo sforzo di make up) che non hanno nessuna intenzione di fare amicizia. Un plot essenziale -ma aspettate di vedere la sequenza finale!- per un giovane regista che sa perfettamente come spaventare il pubblico e che, supportato da un ottima sceneggiatura scevra da orpelli, tette al vento e dialoghi inutili, costruisce un’atmosfera claustrofobica (ottimo l’uso della luce, anzi del buio, ed eccellente la fotografia di Sam McCurdy) che a tratti toglie davvero il fiato. Inoltre il carpenteriano Marshall sa che per far funzionare un film “d’assedio” l’attenzione deve vertere essenzialmente sulla psicologia dei personaggi; e infatti sono proprio gli ansiogeni legami interpersonali che si instaurano tra le bravissime protagoniste ad amplificare il senso di terrore primordiale evocato dal setting e a portare il realismo dell’azione oltre i livelli di guardia. Nonostante The Descent non risparmi enormi quantità di emoglobina e scene raccapriccianti rappresentate con espliciti close up, sono proprio le intangibili paure custodite nel profondo del cuore umano a terrorizzare per davvero, laggiù, nel buio della grotta.

VOTO: 7

© Paolo Zelati - All rights reserved

Credits   |   Privacy Policy